Gambetto di re: le mosse, lo spirito romantico e perché oggi si gioca poco
Il Gambetto di re nasce da 1. e4 e5 2. f4. Il bianco offre il pedone f per togliere al nero il pedone e5, prendersi il centro e aprire la colonna f verso la casa f7. Era l'apertura di moda nell'Ottocento. Oggi, ai massimi livelli, si vede quasi solo nelle partite a tempo breve.
L'idea in due righe
1. e4 e5 2. f4
Il pedone in f4 attacca e5. Se il nero prende, il bianco spera di giocare d4 con un centro pieno, portare l'alfiere in c4 e arroccare corto, così la torre arriva in f1 già puntata su f7. Un pedone in cambio di tempo e linee aperte: è la definizione di gambetto.
Il prezzo è il re. Spingere il pedone f apre la diagonale che va da e1 a h4, e la donna nera ci arriva in una mossa. Per questo chi gioca il Gambetto di re deve sapere in anticipo cosa fare contro Dh4+.
Gambetto accettato
Con 2... exf4 il nero prende il pedone. La risposta più comune è 3. Cf3, che sviluppa un pezzo e toglie la casa h4 alla donna. Il nero spesso prova a tenersi il pedone in più con g5, e da lì partono decine di varianti con un nome proprio.
Gambetto accettato, variante Kieseritzky
Posizione iniziale
La Kieseritzky, nel visore, è considerata la linea principale dopo 3... g5: il bianco attacca subito la catena di pedoni con 4. h4 e porta il cavallo in e5. Un'altra strada è 3. Ac4, il gambetto dell'alfiere. Qui il nero può dare 3... Dh4+ e il re bianco va in f1: niente arrocco, ma la donna nera è uscita molto presto. È la mossa che si vede nella partita Immortale di Anderssen.
Gambetto rifiutato
Il nero non è obbligato a prendere. Le due risposte più note sono il controgambetto Falkbeer, 2... d5, che restituisce il colpo al centro, e la difesa classica 2... Ac5. L'alfiere in c5 guarda la casa g1 e rende scomodo l'arrocco corto del bianco.
Dopo 2... Ac5 c'è una trappola in cui cade chi vede solo il pedone in e5.
Gambetto rifiutato con 2... Ac5, e la trappola
Posizione iniziale
Prendere in e5 sembra gratis, ma apre la porta allo scacco in h4. Se il re va in e2, Dxe4 è matto. Se il bianco para con g3, la donna prende in e4 con scacco e poi si mangia la torre in h1. È la stessa diagonale e1-h4 di prima, solo che stavolta la paga il bianco.
Da Greco all'Ottocento
Il Gambetto di re è tra le aperture più vecchie che si conoscano. All'inizio del Seicento lo giocava e lo analizzava già Gioachino Greco, uno dei migliori scacchisti italiani di sempre.
Il periodo d'oro è l'Ottocento, l'epoca del gioco romantico, in cui si sacrificava materiale pur di attaccare il re. Lo giocavano Alexander McDonnell, Howard Staunton, Adolf Anderssen e Paul Morphy. Dall'inizio del Novecento la sua fortuna calò, perché i giocatori avevano imparato a difendersi: restituire il pedone al momento giusto e sviluppare i pezzi bastava a spegnere l'attacco.
Fischer, Spassky e il "busto"
Nel torneo di Mar del Plata del 1960 Boris Spassky giocò il Gambetto di re contro un Bobby Fischer di 17 anni e vinse. I due chiusero il torneo appaiati in testa con 13,5 punti su 15.
Fischer analizzò a fondo l'apertura e nel 1961, sul primo numero della rivista American Chess Quarterly, pubblicò l'articolo "A Bust to the King's Gambit". La frase rimasta famosa è "It loses by force": secondo lui il gambetto perdeva per forza. La sua ricetta era 3. Cf3 d6, che oggi si chiama difesa Fischer.
Il seguito è il bello della storia. Fischer giocò poi il Gambetto di re con il bianco almeno tre volte, contro Larry Evans nel 1963 e contro Robert Wade e Dragoljub Minić nel 1968, e le vinse tutte. Sempre con 3. Ac4, mai con la linea che aveva "confutato". Spassky, dal canto suo, lo giocò con il bianco per decenni: ChessBase ne conta 29 partite nel suo database, con 15 vittorie, 14 patte e nessuna sconfitta.
Perché oggi si gioca poco
Nelle partite a cadenza lunga tra grandi maestri è diventato raro. Le difese sono note, i motori hanno messo in luce i rischi e un pedone dato via senza un attacco concreto, a quel livello, pesa. Lo hanno giocato Carlsen, Nepomniachtchi e Kasparov, ma soprattutto nelle partite veloci, dove il rischio paga di più.
Al circolo e online il discorso cambia. Contro chi non lo conosce, il Gambetto di re porta a posizioni in cui un errore di difesa costa la partita in poche mosse. È un ottimo modo per allenare l'attacco, a patto di avere chiari i principi di apertura: sviluppo, centro, re al sicuro appena possibile. Se cerchi qualcosa di più tranquillo con le stesse prime mosse, l'apertura Italiana resta la scelta più semplice.
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