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I migliori scacchisti italiani: chi sono oggi e chi lo è stato

Pubblicato il · Aggiornato il · 4 minuti di lettura

Nella lista FIDE di ottobre 2026 il primo scacchista italiano è Lorenzo Lodici, con 2568 punti. Lo seguono Daniele Vocaturo, Luca Moroni e Francesco Sonis, tutti a pochi punti. Se invece la domanda è chi sia stato il più forte di sempre a giocare con la bandiera italiana, la risposta è Fabiano Caruana, che però dal 2015 rappresenta gli Stati Uniti.

I primi italiani oggi

La classifica mondiale si basa sul punteggio Elo, aggiornato ogni mese dalla federazione internazionale. Se non sai come leggerlo, c'è la guida su come funziona l'Elo. Questi sono i primi cinque italiani in attività nella lista a cadenza classica di ottobre 2026.

  1. Lorenzo Lodici, nato nel 2000: 2568
  2. Daniele Vocaturo, nato nel 1989: 2561
  3. Luca Moroni, nato nel 2000: 2552
  4. Francesco Sonis, nato nel 2002: 2547
  5. Sabino Brunello, nato nel 1989: 2520

Tra il primo e il quarto ci sono 21 punti. Bastano un torneo buono e uno storto per rimescolare l'ordine, quindi tra qualche mese potresti trovarli in un'altra sequenza. Sono tutti grandi maestri.

Lodici, bresciano, è grande maestro dal 2021 e ha vinto il campionato italiano nel 2018. Moroni di titoli italiani ne ha quattro: 2017, 2022, 2023 e 2025. Sonis ha vinto l'edizione del 2024, a Torino.

Per dare una misura: il numero uno del mondo, Magnus Carlsen, nella stessa lista ha 2823 punti. L'Italia ha un gruppo solido di grandi maestri, ma nessuno tra i primi cento.

Le prime italiane

Nella lista femminile la prima è Marina Brunello, con 2323 punti. Dietro di lei ci sono Olga Zimina (2284) ed Elena Sedina (2230). Al quarto posto compare Greta Viti, nata nel 2010, con 2181.

Fabiano Caruana, il caso a parte

Caruana è nato a Miami il 30 luglio 1992. Ha giocato per l'Italia dal 2005 al 2015. In quegli anni è diventato grande maestro, nel 2007, quando non aveva ancora compiuto quindici anni, e ha vinto quattro campionati italiani: 2007, 2008, 2010 e 2011.

Sempre da italiano ha toccato il suo punteggio più alto, 2844 nella lista di ottobre 2014. Nel giugno 2015 è passato alla federazione statunitense. Nel 2018 ha sfidato Carlsen per il titolo mondiale a Londra: dodici patte nelle partite a cadenza classica, poi la sconfitta agli spareggi rapidi. Il suo nome quindi non compare nell'albo d'oro dei campioni del mondo, ma ci è andato più vicino di qualunque altro giocatore cresciuto in Italia. A ottobre 2026 è terzo al mondo con 2784 punti.

I nomi che hanno fatto la storia

Gioachino Greco

Detto il Calabrese, nato a Celico intorno al 1600. Le date della sua vita sono incerte. Di lui resta un trattato del 1619, ristampato decine di volte, che lo ha reso uno dei primi maestri italiani di cui si conosca il gioco. Tra le aperture che si studiavano allora c'è l'apertura Italiana, e nei suoi scritti compare anche la Difesa Siciliana. Le regole moderne avevano poco più di un secolo, come racconta la storia degli scacchi.

Stefano Tatai

Romano, nato nel 1938 e morto nel 2017. Ha vinto dodici campionati italiani, il primo nel 1962. È il record: il secondo nell'albo d'oro, Vincenzo Castaldi, ne ha sette. Era maestro internazionale: il titolo di grande maestro non l'ha mai avuto.

Sergio Mariotti

Fiorentino, nato nel 1946. Nel 1974 è diventato il primo grande maestro italiano. Lo stesso anno, alle Olimpiadi di Nizza, ha vinto il bronzo individuale in prima scacchiera, e una rivista inglese lo ha soprannominato "la furia italiana". Nel 1976 ha giocato l'interzonale di Manila, una delle tappe per arrivare al titolo mondiale.

Michele Godena

Cinque titoli italiani, l'ultimo nel 2006. È nato nel 1967 e nella lista di ottobre 2026 è ancora undicesimo tra gli italiani, con 2462 punti.

Come leggere queste classifiche

L'Elo misura i risultati recenti, non il talento e nemmeno la carriera. Per questo una lista "di sempre" fatta con i numeri non funziona: Tatai e Mariotti giocavano in anni in cui i punteggi erano più bassi per tutti. Meglio guardare cosa ha vinto ciascuno e contro chi.

La lista FIDE conta poi solo chi è in attività. Chi non gioca partite ufficiali per un po' esce dalla classifica, anche con un punteggio alto, e ci rientra quando torna alla scacchiera.

Il Calendario degli Scacchi dedica una parte dei suoi fogli alle partite leggendarie e alle curiosità. Per chi segue i giocatori oltre che il gioco, è un modo di ripassarli un giorno alla volta.

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