Frasi sugli scacchi: le citazioni celebri, con la fonte
Le frasi sugli scacchi girano da un sito all'altro senza fonte, e a forza di copiarle cambiano autore. Qui trovi solo citazioni di cui si conosce il libro o il discorso da cui vengono. Le traduzioni dall'inglese e dal francese sono nostre. In fondo ci sono alcune frasi famose che la fonte non ce l'hanno, o che hanno una storia più confusa di come viene raccontata.
Sul perché si gioca
«Gli scacchi, come l'amore, come la musica, hanno il potere di rendere felici gli uomini.»
Siegbert Tarrasch, prefazione a The Game of Chess (1931 l'originale tedesco, 1935 l'edizione inglese). È probabilmente la frase sugli scacchi più citata in assoluto. La scrive un medico tedesco che per vent'anni è stato tra i più forti giocatori del mondo. Poche righe prima dice di provare un po' di compassione per chi non conosce gli scacchi, la stessa che proverebbe per chi non conosce l'amore.
«Sono arrivato alla personale conclusione che, se non tutti gli artisti sono giocatori di scacchi, tutti i giocatori di scacchi sono artisti.»
Marcel Duchamp, discorso del 1952 all'associazione scacchistica dello Stato di New York. Duchamp non parlava da spettatore: aveva messo da parte la pittura per giocare, e ha rappresentato la Francia alle Olimpiadi degli scacchi.
Scacchi e vita
«La vita è una specie di partita a scacchi, in cui spesso abbiamo punti da guadagnare e concorrenti o avversari con cui misurarci.»
Benjamin Franklin, The Morals of Chess, pubblicato nel 1786. È un breve saggio in cui Franklin sostiene che gli scacchi non sono un passatempo ozioso, perché allenano qualità utili fuori dalla scacchiera: la previdenza, cioè pensare alle conseguenze di una mossa, la circospezione, cioè guardare tutta la scacchiera, e la cautela, cioè non muovere di fretta.
«La scacchiera è il mondo, i pezzi sono i fenomeni dell'universo, le regole del gioco sono quelle che chiamiamo leggi della Natura.»
Thomas Henry Huxley, A Liberal Education (1868). Huxley era un biologo e la frase non parla di scacchi: li usa come immagine per spiegare a cosa serve studiare. Il giocatore dall'altra parte, scrive, è nascosto, gioca sempre in modo corretto e non perdona un errore.
«Sulla scacchiera bugie e ipocrisia non durano a lungo.»
Emanuel Lasker, Manuale degli scacchi. Lasker è stato campione del mondo per 27 anni, più di chiunque altro. La frase continua così: la combinazione smaschera la bugia e lo scacco matto contraddice l'ipocrita. È il motivo per cui a scacchi non si può bluffare a lungo. La posizione è lì, visibile a tutti e due.
Consigli in forma di frase
«I pedoni sono l'anima degli scacchi.»
François-André Danican Philidor, L'analyse du jeu des échecs (1749). Philidor era un compositore d'opera e il giocatore più forte del suo tempo. Nel libro scrive che sono i pedoni a decidere l'attacco e la difesa, e che dalla loro disposizione dipende la vittoria o la sconfitta.
«Per migliorare il tuo gioco devi studiare i finali prima di ogni altra cosa.»
José Raúl Capablanca, Last Chess Lectures. La spiegazione viene subito dopo: i finali si possono studiare e padroneggiare da soli, mentre apertura e mediogioco vanno studiati in rapporto al finale. Capablanca è stato campione del mondo dal 1921 al 1927 ed era famoso proprio per la tecnica nei finali.
«La diffidenza è la qualità più necessaria al giocatore di scacchi.»
Ancora Tarrasch, sempre in The Game of Chess. Tradotto in pratica: se l'avversario ti lascia un pezzo in presa, prima di prenderlo chiediti perché. Spesso la risposta è una delle tattiche di base.
«Chi ha paura di un pedone di donna isolato dovrebbe smettere di giocare a scacchi.»
Di nuovo Tarrasch, riportato da Irving Chernev in The Most Instructive Games of Chess Ever Played (1965). Tarrasch aveva opinioni nette e le scriveva come sentenze. È il motivo per cui è così citato.
Frasi famose da maneggiare con cura
«Quando vedi una buona mossa, cercane una migliore»
La trovi ovunque con la firma di Lasker. Ma la stessa regola compare già nel 1851 sulla rivista inglese The Chess Player's Chronicle, in un commento che la cita come un vecchio detto. Lasker sarebbe nato diciassette anni dopo. Il consiglio resta ottimo, l'autore è sconosciuto.
«La minaccia è più forte dell'esecuzione»
Di solito è attribuita ad Aron Nimzowitsch, e Nimzowitsch l'ha scritta davvero, nel 1933, commentando una sua partita sulla rivista danese Skakbladet. Ma la presenta come una dottrina già in circolazione. Lo storico degli scacchi Edward Winter ha raccolto attribuzioni precedenti: nel 1908 Georg Marco indicava come primo autore Karl Eisenbach, morto nel 1894, e Tartakower in un suo libro del 1937 la assegna a Tarrasch.
Poi c'è l'aneddoto: l'avversario posa un sigaro spento sul tavolo e Nimzowitsch protesta con l'arbitro, perché minacciare di fumare è peggio che fumare. Winter ne ha messe in fila molte versioni, che cambiano torneo e avversario a ogni racconto. Bella da raccontare, ma non va presa per un fatto.
Le battute di Tartakower
«Vince chi fa il penultimo errore.» «Gli errori sono tutti lì sulla scacchiera, in attesa di essere commessi.» Sono attribuite da sempre a Savielly Tartakower, grande maestro e giornalista con il gusto del paradosso, e lo stile è il suo. Nelle raccolte però compaiono quasi sempre senza l'indicazione di un libro o di un articolo. Se le usi, scrivi "attribuita a".
Come riconoscere una citazione affidabile
La regola è semplice: una citazione vera ha un posto in cui si può andare a leggerla. Un libro, una pagina, un'intervista con una data. Se l'unica fonte è un altro elenco di frasi, diffida. Tarrasch approverebbe.
Nel Calendario degli Scacchi una parte dei 365 fogli è dedicata all'ispirazione. Un pensiero al giorno si legge in dieci secondi, poi si strappa il foglio. Se ti incuriosisce il formato, c'è una guida su come scegliere un calendario a strappo per il 2027.
Fonti
- Edward Winter, Chess Notes: The Most Famous Chess Quotations (Philidor, Lasker, Tarrasch)
- Edward Winter, Chess Notes: «When You See a Good Move ...»
- Edward Winter, Chess Notes: A Nimzowitsch Story
- Founders Online (National Archives), Benjamin Franklin, «The Morals of Chess»
- The Huxley File (Clark University), T. H. Huxley, «A Liberal Education and Where to Find It» (1868)