Kasparov contro Deep Blue: i due match del 1996 e del 1997
Per molti anni, battere un campione del mondo di scacchi con un computer è sembrato impossibile. Poi, nel 1997, è successo. Il campione era Garry Kasparov e la macchina si chiamava Deep Blue, costruita da IBM. Non fu una sola partita ma due match, a un anno di distanza.
Il primo match: Filadelfia, 1996
Si giocò dal 10 al 17 febbraio 1996. Nella prima partita Deep Blue batté Kasparov. Era la prima volta che un computer vinceva una partita a tempo normale contro un campione del mondo in carica. Il campione non si scompose: vinse la seconda, pareggiò la terza e la quarta, vinse la quinta e la sesta. Finì 4 a 2 per lui.
Il risultato rassicurò chi pensava che il computer fosse ancora lontano. Il segnale, però, era arrivato: una partita era andata alla macchina.
La rivincita: New York, 1997
Dal 3 all'11 maggio 1997 le due parti si rividero a New York. La macchina era stata potenziata. Si cita spesso la cifra di circa 200 milioni di posizioni analizzate al secondo, ma è una stima riportata dalle fonti, non qualcosa che puoi verificare partita per partita.
- Partita 1: vince Kasparov.
- Partita 2: vince Deep Blue. Kasparov ne uscì scosso. Analisi successive mostrarono che in quella posizione aveva a disposizione una via per la patta, e che si era arreso troppo presto.
- Partite 3, 4 e 5: patte.
- Partita 6: vince Deep Blue, in 19 mosse.
Il punteggio finale fu 3,5 a 2,5 per la macchina.
La sesta partita
Alla sesta partita il punteggio era pari, 2,5 a 2,5. Kasparov scelse una difesa Caro-Kann, un'apertura solida. L'idea era portare il computer fuori dalle posizioni che conosceva. Non funzionò: Deep Blue sacrificò un cavallo, una mossa nota nella teoria, e la difesa del campione crollò. Kasparov abbandonò dopo la diciannovesima mossa del Bianco.
Fu una partita brevissima per un match mondiale, e per questo è una delle più ricordate.
L'accusa di Kasparov
Dopo la seconda partita, Kasparov accusò IBM di aver fatto intervenire un essere umano. Alcune mosse della macchina gli sembravano troppo raffinate per un computer. IBM ha respinto l'accusa. Kasparov chiese una rivincita e non l'ottenne: la macchina non giocò più contro di lui.
Il fatto che quella prova non sia mai stata ripetuta è la ragione per cui la discussione non si è mai chiusa del tutto. Resta un episodio con più versioni, tutte raccontate da persone che erano presenti.
Perché conta ancora
Dal 1997 non c'è stata più una gara equa tra un campione umano e un computer, perché oggi un programma gratuito sul telefono gioca meglio di qualsiasi giocatore al mondo. Quel match è l'ultimo momento in cui la domanda "chi vince?" aveva una risposta incerta.
Cosa puoi farci tu oggi
Il computer è diventato un compagno di studio. Dopo una partita puoi caricarla su un programma di analisi e vedere subito dove la valutazione cambia, cioè quali mosse hanno fatto la differenza. Un consiglio pratico: prima prova a trovare l'errore da solo, e usa la macchina per controllare. Se ti fai dire subito la risposta, non impari a vederla. È lo stesso consiglio che trovi tra le abitudini per migliorare a scacchi.
Per un giocatore normale la lezione è un'altra. I computer non hanno ucciso gli scacchi: li hanno resi uno strumento di studio. Oggi analizzi una partita in pochi secondi e scopri dove hai sbagliato. Se vuoi capire come si arriva a quei sacrifici, parti dai principi base, come il valore dei pezzi. Per i nomi che hanno retto il titolo prima di lui c'è l'albo d'oro dei campioni.