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Calendario degli Scacchi
Storia e cultura

La regina degli scacchi è una storia vera? Cosa è reale nella serie

Pubblicato il · Aggiornato il · 3 minuti di lettura

Se hai visto La regina degli scacchi su Netflix, probabilmente ti sei chiesto se Beth Harmon sia esistita. La risposta breve è no. Beth è un personaggio inventato. La storia è tratta da un romanzo, ma le partite sono costruite con una cura che molti scacchisti hanno apprezzato.

Da dove arriva la storia

La serie è uscita su Netflix il 23 ottobre 2020 e si basa sul romanzo The Queen's Gambit di Walter Tevis, pubblicato nel 1983. Il titolo originale richiama il gambetto di donna, una apertura classica di cui trovi la spiegazione nell'articolo sul gambetto di donna. In italiano il titolo cambia, ma l'apertura resta la stessa.

Beth Harmon è una orfana prodigio che cresce a colpi di tranquillanti, partite a memoria e tornei. Non è ispirata a una giocatrice precisa, e le sue avversarie, come il russo Vasily Borgov, sono inventate.

Cosa è davvero reale

  • Il contesto: nella seconda metà del Novecento gli scacchi sovietici dominavano, e i tornei a Mosca avevano un peso enorme.
  • Gli scacchi: le posizioni sono studiate. Come consulenti hanno lavorato l'ex campione del mondo Garry Kasparov e l'allenatore Bruce Pandolfini.
  • Alcune partite: una partita giocata nel 1988 tra Arshak Petrosian e Vladimir Akopian è stata rielaborata da Kasparov per le scene della serie. Un'altra, giocata nel 1993 tra Vasyl Ivanchuk e Patrick Wolff, è servita da modello per la partita decisiva dell'ultimo episodio.

Le scene di gioco sono state apprezzate da molti giocatori, che le hanno definite credibili e ben coreografate. Non tutti sono stati d'accordo su tutto: Magnus Carlsen, per esempio, ha trovato un po' irrealistico il modo in cui Beth migliora in fretta.

Dove la serie esagera

Una ragazza che passa dal seminterrato di un orfanotrofio al livello dei migliori del mondo in pochi anni è una scorciatoia da romanzo. Nella realtà, la strada per arrivare ai primi posti richiede anni di studio, e nessuno la fa da solo. Anche i giocatori sembrano più gentili di quelli veri: la grande giocatrice ungherese Judit Polgár ha osservato che gli avversari della serie erano rappresentati troppo cortesi con Beth.

Il caso Gaprindashvili

C'è un punto in cui la serie ha toccato una persona reale. Nel finale si dice che Nona Gaprindashvili, grande giocatrice georgiana ed ex campionessa del mondo femminile, non avesse mai affrontato uomini. Lei ha detto che non era vero e nel 2021 ha fatto causa a Netflix. La causa si è chiusa nel 2022 con un accordo di cui non sono noti i termini.

È un buon promemoria: anche una storia di finzione, se cita fatti veri, può sbagliarli.

Guardarla da scacchista

Se giochi, ci sono scene che puoi rifare davvero. Beth immagina le partite sul soffitto della sua stanza, muovendo i pezzi con la mente: si chiama visualizzazione ed è un esercizio che i giocatori forti fanno. Poi passa ore a studiare partite già giocate, a rigiocarle e a cercare perché una mossa funziona. Sono abitudini normali per chi gioca in modo serio. Quello che nella serie sembra magia, nella realtà è lavoro lungo.

L'effetto sugli scacchi

Dopo la serie, in molti paesi sono saliti i numeri di chi si è avvicinato al gioco. Secondo i dati diffusi all'epoca, le vendite di scacchiere sono aumentate di molto, e il sito Chess.com ha dichiarato milioni di nuovi iscritti. Come per ogni cifra citata da un'azienda, conviene trattarla come indicativa. Non era la prima volta che gli scacchi finivano in prima pagina: nel 1997 era successo con Kasparov contro Deep Blue.

Se vuoi cominciare davvero, il punto di partenza è sempre lo stesso: le aperture per principianti e un problema di tattica al giorno. Nel Calendario degli Scacchi 2027 trovi proprio i puzzle da risolvere e le partite leggendarie da rigiocare con il QR code.

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