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Calendario degli Scacchi
Per chi inizia

Valore dei pezzi degli scacchi: quanto vale ognuno

Pubblicato il · Aggiornato il · 2 minuti di lettura

I pezzi degli scacchi non valgono tutti uguale. Per capire se uno scambio conviene si usa una scala di punti che ogni giocatore impara all'inizio. Non fa parte del regolamento: è una regola pratica, ma funziona nella grande maggioranza dei casi. Dietro i numeri c'è soprattutto come si muovono i pezzi: più case controlla un pezzo, più vale.

La scala dei punti

  • Pedone (in inglese pawn): 1 punto
  • Cavallo (knight): 3 punti
  • Alfiere (bishop): 3 punti
  • Torre (rook): 5 punti
  • Donna (queen): 9 punti
  • Re (king): non ha valore, perché non si può scambiare. Se lo perdi, hai perso la partita.

In Italia il pezzo più forte si chiama donna. "Regina" si usa nel parlato, ma nella notazione la lettera è D.

Come si usano

I punti servono a valutare gli scambi. Dare un cavallo per una torre conviene: 3 contro 5. Dare la donna per una torre e un alfiere è quasi pari: 9 contro 8. Due torri valgono un po' più di una donna.

La differenza tra torre e pezzo minore, cioè cavallo o alfiere, ha un nome: si chiama "qualità". Guadagnare la qualità vuol dire prendere una torre in cambio di un cavallo o di un alfiere.

Cavallo o alfiere?

Sulla carta valgono uguale. In pratica dipende dalla posizione.

  • L'alfiere rende di più quando la scacchiera è aperta e le diagonali sono libere. Due alfieri insieme, la cosiddetta coppia degli alfieri, sono considerati un piccolo vantaggio.
  • Il cavallo rende di più nelle posizioni chiuse, piene di pedoni bloccati, perché è l'unico pezzo che salta gli altri.

Quando i punti ingannano

I numeri dicono quanto vale un pezzo in media, non quanto vale in quella posizione. Una torre chiusa nell'angolo dietro i propri pedoni vale meno di un cavallo piazzato al centro. Un pedone a un passo dalla promozione può valere più di una torre.

E c'è il caso limite: il sacrificio. Nella partita dell'Opera Morphy regala un cavallo, una torre e la donna, e dà matto con quello che resta. Anderssen, nella partita Immortale, aveva dato via ancora di più. I punti si contano per decidere gli scambi. Il matto li azzera.

Un esercizio semplice

Alla fine di ogni partita, conta i punti sulla scacchiera per te e per l'avversario. Poi chiediti se chi aveva più materiale ha vinto. Quando la risposta è no, lì c'è qualcosa da imparare. E se il materiale l'hai perso per distrazione, sei in buona compagnia: è il primo degli errori dei principianti. Diversi puzzle del Calendario degli Scacchi si basano su questo: la mossa giusta è quella che sembra perdere materiale.

Fonti

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