Come imparare a giocare a scacchi partendo da zero
Per imparare a giocare a scacchi da zero conviene andare in tappe: prima la scacchiera e i pezzi, poi le mosse speciali e lo scacco matto, poi le prime partite intere. Le regole si imparano in poche ore. Giocare senza regalare pezzi richiede settimane o mesi, ed è normale. Qui sotto trovi l'ordine che funziona per la maggior parte delle persone, con cosa fare a ogni passo.
Tappa 1: la scacchiera e i pezzi
Serve una scacchiera vera, anche economica. Con i pezzi in mano le regole restano in testa molto meglio che sullo schermo.
Il primo passo è disporre la scacchiera nel verso giusto: il regolamento FIDE dice che la casa d'angolo vicina a ciascun giocatore, sulla sua destra, deve essere chiara. Poi si mettono i pezzi, con la donna sulla casa del suo colore.
Poi si impara come si muovono i pezzi, uno alla volta. Un trucco che aiuta: prendi un pezzo solo, mettilo sulla scacchiera vuota e contalo, cioè conta quante case raggiunge da lì. Poi spostalo al centro e rifai il conto. Capisci subito perché un cavallo in un angolo è triste e uno al centro fa paura.
Il pedone lascialo per ultimo. Si muove in avanti ma cattura in diagonale, e all'inizio è quello che confonde di più.
Tappa 2: le mosse speciali e lo scopo del gioco
Le mosse speciali sono tre: arrocco, presa en passant e promozione del pedone. Imparale subito, anche se le userai poco, perché sono quelle che scatenano le discussioni al tavolo.
Poi lo scopo del gioco. Non si mangia il re: lo si mette sotto attacco in modo che non abbia nessuna mossa legale per salvarsi. Questo è lo scacco matto. Se invece chi deve muovere non è sotto scacco e non ha mosse legali, è stallo, e la partita è patta. Sembra un dettaglio, ma molte partite vinte finiscono pari proprio così.
Tappa 3: la prima partita intera
A questo punto si gioca. Contro un amico, un familiare o su uno dei siti per giocare a scacchi online. Non importa vincere: importa arrivare in fondo senza fermarsi a chiedere ogni due mosse se una cosa si può fare.
Per le prime partite bastano tre idee per l'apertura. Porta un pedone al centro. Fai uscire cavalli e alfieri prima della donna. Arrocca presto. Sono i principi che si trovano in quasi tutti i corsi per principianti, e reggono per anni.
E una domanda da farti prima di ogni mossa: cosa vuole fare l'avversario con la sua ultima mossa? Controlla scacchi, catture e minacce. Da sola questa abitudine salva più partite di qualsiasi apertura.
Tappa 4: i primi matti
Ci sono matti che si devono saper dare a occhi chiusi. Il primo è re e donna contro re solo, poi re e torre contro re solo. Se non li conosci, puoi arrivare in finale con un pezzo intero in più e non riuscire a chiudere, o peggio finire in stallo.
Insieme ai finali, comincia a risolvere esercizi di matto in una mossa. Sono brevi e allenano l'occhio a vedere il re avversario. Provane uno subito, preso da un foglio del calendario.
Il tuo primo matto da trovare
Tocca un pezzo, poi la casa dove vuoi portarlo. Sono posizioni vere, prese dal Calendario degli Scacchi 2027.
Sei il nero. Matto in una mossa.
Foglio del 12 marzo 2027.
Se l'hai trovato, nota cosa l'ha reso possibile: il re bianco si è già spostato in f1, senza arroccare, e l'alfiere nero in c5 guarda proprio la casa su cui atterra la donna.
Tappa 5: la pratica regolare
Qui la differenza la fa la costanza. Due o tre partite a settimana con il tempo per pensare, un problema al giorno, e ogni tanto una partita rivista per cercare dove è girata. Più dettagli su questo lavoro sono nell'articolo su come migliorare a scacchi.
Comincia anche a contare il materiale. Sapere il valore dei pezzi ti dice se uno scambio conviene, e ti fa accorgere quando stai regalando qualcosa.
Da soli si può?
Sì. Molti hanno imparato con un libro, una scacchiera e un amico paziente. Oggi ci sono anche lezioni e avversari online a ogni ora. Il limite di imparare da soli è che nessuno ti dice dove sbagli: per questo conviene rivedere le partite e, quando ti va, passare da un circolo, dove puoi guardare giocare chi è più forte e chiedere.
Se stai insegnando a un figlio o a un nipote, l'ordine è lo stesso, con lezioni più corte: ne parla l'articolo sugli scacchi per bambini.
Cosa aspettarsi
All'inizio si perde. Spesso, e per motivi banali: un pezzo lasciato in presa, un matto non visto. Va bene così, ogni sconfitta di questo tipo insegna una cosa precisa. Nessuno può dirti in quanto tempo diventerai bravo, perché dipende da quanto giochi e da come. Si nota però quando succede: un giorno ti accorgi che la minaccia dell'avversario l'avevi vista prima che la facesse.
Un modo semplice per non perdere il ritmo è un foglio al giorno. Il Calendario degli Scacchi 2027 ne ha 365, con puzzle, consigli pratici e partite leggendarie.