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Calendario degli Scacchi
Regole

Come si muove l'alfiere negli scacchi

Pubblicato il · Aggiornato il · 4 minuti di lettura

L'alfiere si muove in diagonale, di quante case vuole, finché non trova un pezzo. Se è avversario lo può prendere, se è suo si ferma prima. Non salta mai. E siccome le diagonali sono fatte di case tutte dello stesso colore, un alfiere che parte su una casa chiara non vedrà mai una casa scura, per tutta la partita.

Il movimento

Dalla sua casa l'alfiere può andare in quattro direzioni: avanti a destra, avanti a sinistra, indietro a destra, indietro a sinistra. Sempre in diagonale, sempre in linea retta. Un alfiere in d4 su una scacchiera vuota arriva in a1 come in h8, in a7 come in g1.

Le case che controlla dipendono da dove si trova. Al centro sono 13, sul bordo o nell'angolo scendono a 7. Le due diagonali più lunghe, a1-h8 e h1-a8, attraversano tutta la scacchiera passando per il centro: un alfiere piazzato lì lavora da una parte all'altra.

Ogni giocatore ha due alfieri. Il bianco li ha in c1 e f1, il nero in c8 e f8. Uno corre sulle case chiare, l'altro su quelle scure, e per questo si chiamano alfiere campochiaro e alfiere camposcuro. Nella notazione italiana si scrive A, in quella inglese B, da bishop. Le altre regole comuni a tutti i pezzi sono nella guida pezzo per pezzo.

Da dove viene il nome

Il nome italiano viene dall'alfil, il pezzo degli scacchi arabi da cui discende. Quel pezzo saltava esattamente di due case in diagonale, niente di più: era uno dei più deboli della scacchiera. Il movimento a lungo raggio di oggi è arrivato in Europa molto più tardi. Se ti incuriosisce come sono cambiate le regole, c'è la storia degli scacchi dalle origini in India.

Alfiere buono e alfiere cattivo

Qui arriva la parte che conta nelle partite. Un alfiere non può passare attraverso i pedoni, e i pedoni stanno fermi a lungo. Se i tuoi pedoni sono su case dello stesso colore del tuo alfiere, lui ci sbatte contro a ogni diagonale. Si chiama alfiere cattivo. Se invece i pedoni sono sull'altro colore, le diagonali restano libere: alfiere buono.

Un esempio classico viene dalle aperture con i pedoni neri in e6 e d5, come certe linee del Gambetto di donna rifiutato. Le case e6 e d5 sono chiare, e l'alfiere campochiaro del nero, ancora in c8, si ritrova dietro un muro dei suoi stessi pedoni. Liberarlo è uno dei problemi principali del nero in quelle posizioni.

Due conseguenze pratiche. Quando decidi dove fermare i pedoni, pensa a quale alfiere ti resta. E quando puoi scambiare un alfiere, chiediti se stai dando via quello buono o quello cattivo. C'è anche il rovescio della medaglia: un alfiere cattivo difende i pedoni che lo bloccano, e a volte è proprio quello che serve.

Il fianchetto

Un modo diffuso di sviluppare l'alfiere è il fianchetto: si sposta di una casa il pedone di cavallo (g3 o b3 per il bianco) e si mette l'alfiere al suo posto, in g2 o b2. Da lì l'alfiere punta tutta la diagonale lunga e intanto protegge il re arroccato. Il prezzo sono le case deboli lasciate dal pedone, che diventano un bersaglio se l'alfiere viene scambiato.

Prova con i puzzle del calendario

Due posizioni dal Calendario degli Scacchi 2027, in cui il matto lo dà un alfiere. In una lavora quello camposcuro, nell'altra quello campochiaro. Guarda le diagonali che portano al re nero.

Due matti di alfiere dal calendario

Tocca un pezzo, poi la casa dove vuoi portarlo. Sono posizioni vere, prese dal Calendario degli Scacchi 2027.

Sei il bianco. Matto in una mossa.

Foglio del 6 gennaio 2027.

La coppia degli alfieri

Sulla carta alfiere e cavallo valgono uguale, 3 punti, come trovi nel valore dei pezzi. Nella pratica l'alfiere è considerato di solito un po' più forte, soprattutto nelle posizioni aperte, dove le diagonali sono libere. Il cavallo si prende la rivincita nelle posizioni chiuse, dove salta i pedoni che all'alfiere fanno da muro.

I due alfieri insieme, uno per colore, coprono tutte le case e formano un vantaggio riconosciuto, la coppia degli alfieri. Chi ce l'ha di solito cerca di aprire la posizione. Chi non ce l'ha cerca di tenerla chiusa.

Alfieri di colore contrario

Quando a ciascun giocatore resta un solo alfiere, e i due corrono su colori diversi, si parla di alfieri di colore contrario. Non si possono mai attaccare a vicenda e non possono contendersi le stesse case. Nei finali con solo alfieri e pedoni questo produce un effetto curioso: un pedone in più di solito non basta per vincere, e a volte non bastano nemmeno due. Chi difende mette l'alfiere davanti ai pedoni avversari, su case che l'altro alfiere non può toccare, e li blocca.

Nel mediogioco, con donne e torri ancora sulla scacchiera, vale quasi il contrario: gli alfieri di colore contrario favoriscono chi attacca, perché l'alfiere del difensore non può coprire le case che l'altro prende di mira.

Un'ultima cosa che l'alfiere da solo non sa fare: dare matto. Re e alfiere contro re è patta per materiale insufficiente. Se le diagonali ti affascinano, sui fogli del Calendario degli Scacchi 2027 ne trovi parecchie da seguire, un puzzle alla volta.

Fonti

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